Cos’è Durango


Durango nasce da persone che scrivono, hanno scritto, hanno il desiderio che qualcuno conosca quello che scrivono.
Nasce nel 2015 da un’idea di Massimo Giuliani e dalle antiche collaborazioni (e dall’amicizia) con Massimo Schinco e Ada Piselli, che hanno tenuto a battesimo anche questa creatura. Fra gli amici e ispiratori, poi, c’è stato da sempre Felice Di Lernia. Nel febbraio 2016 si fa più stretto il legame con La Cicloide di Felice Di Lernia, che assume il ruolo di editore.
Conosciamo lo stress dell’autore: non quello di scrivere, ché anzi la scrittura è la parte più eccitante di tutto quanto. Piuttosto quello dei mesi (degli anni) successivi alla scrittura, dell’attesa dell’attenzione di un editore, di sentirsi chiedere denaro per pubblicare, di vedere (quando va bene) il proprio libro passare in libreria per pochissimi giorni e poi perdersi.
Ci è capitato di cercare maggiori soddisfazioni sulla via del self publishing e abbiamo scoperto che divertente come scrivere un libro c’è solo fare un libro. Insomma, ci abbiamo preso gusto e abbiamo pensato che potesse essere persino utile.
Durango esordisce con libri di psicologi (si comincia da quel che si conosce meglio) ma già pensa ai prossimi territori da percorrere. L’idea è quella di percorrerli saltellando da una parte all’altra dei loro confini: gli e-book di Durango si distingueranno per quella specie di inquietudine che rende scomodo stare dentro ai limiti consueti di una disciplina. (Il nome viene da una grande canzone che è un miscuglio di generi, è cantata in due lingue diverse e ha il sapore delle cose di frontiera).

Ah, un’altra cosa: qui a Durango pensiamo che il dibattito se sia meglio il digitale o la carta (l'”odore della carta”, avete presente?) sia noioso e anche un po’ ideologico. Con l’e-book abbiamo la possibilità di sperimentare un rapporto col testo che amplifichi l’ipertestualità e la dialogicità che stavano già nel nostro rapporto col libro; oppure possiamo provare la comodità di una lettura lenta così come col libro tradizionale, portando con noi dovunque (davvero dovunque, di giorno e di notte: almeno, finché dura la batteria) soltanto un dispositivo elettronico.
L’e-book non è nemico della carta (se non per chi coltivi la passione di vedere nemici e separazione ovunque) e, anzi, sappiamo per certo che chi legge libri elettronici è amico prima di tutto dei libri, e continua ad acquistare anche quelli di carta. Noi stessi di Durango ne abbiamo la casa piena: ma ci piace che le nuove tecnologie aumentino le possibilità di lettura, di conoscenza e, sì, anche di pubblicazione di cose buone.
Proprio perché non crede alle polarizzazioni e alle separazioni, Durango vuole vivere fra virtuale e mondo fisico, fra libri fatti di bit ed eventi in carne e ossa. Perché è meglio raddoppiare le possibilità di conoscenza, di scoperta e di divertimento piuttosto che dover scegliere.
Partiamo da qua, e poi chissà.

Grazie a chi ci sta leggendo e a chi ci seguirà!