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forza nuova razzismo

di Roberto Inchingolo

Definire alcuni fenomeni razzisti come “nuovi” è una sorta di contraddizione, dato che alla base c’è sempre una discriminazione irrazionale generata in un contesto di disparità socioeconomica, spesso amplificata dal dibattito politico e mediatico. Tuttavia, come tutte le pulsioni reazionarie, il razzismo può cambiare forma (non la sostanza) col mutare delle dinamiche di discussione. Ecco alcune espressioni di razzismo nell’attuale panorama italiano e internazionale, riconoscibili per la specifica retorica e obiettivi. Il razzismo vittimista: identificando ogni tipo di attenzione verso gli immigrati come una sottrazione di risorse (sia effettive che mediatiche) alla “propria” razza, il razzismo vittimista vuole ribaltare l’ottica, sfociando addirittura in teorie del complotto quali “sostituzione etnica” o “genocidio dei bianchi”. Il razzismo scientifico: o più precisamente, pseudoscientifico, dato che l’utilizzo di dati decontestualizzati, gli errori metodologici e la mancanza di riscontri effettivi hanno poco a che fare con la scienza vera e propria. Questa tipologia cerca di dare una legittimità accademica a quelle che sono in realtà teorie screditate e abbandonate dalla scienza moderna da moltissimi anni. Il razzismo normativo: dichiarando che il problema non sono gli stranieri, bensì semplicemente “i clandestini o irregolari”, si compie una doppia operazione di associazione del concetto di straniero a quello di delinquente, e di deumanizzazione degli immigrati considerando come “utili” alla comunità soltanto quelli disposti a produrre lavoro legalmente.

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