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IL FIOCCO VIOLA – Progetto di comunità narrante

 

 

Bergamo, marzo 2020.
Il basso lento delle campane.
Le sirene sibilavano acute.
Una parata senza cerimonia di carri militari.
Fu allora che comparvero.
Sui portoni, sulle inferriate, sulle grate.
Per pochi giorni, per mano di ignoti, tutti intesero.
Rimase la domanda: chi onorò la morte con il fiocco viola?

 

 

INVITO ALLA SCRITTURA E ALLA FOTOGRAFIA

IL FIOCCO VIOLA

Bergamo, il COVID, una ferita collettiva

Un progetto di Durango Edizioni in collaborazione con Comunità della Salute di Bergamo

 

Quando sente minacciato il suo radicamento nel mondo, quando la natura (qualunque sia il significato di questa parola), con la sua capacità di riportare al limite, al confine, alla finitezza, si fa spavento e scandalo, l’umanità toglie la maschera della consuetudine mondana, si scrolla di dosso il torpore da consumo e mette in vita la sua forma di presenza più antica e radicale, quella che si dà nelle pieghe, dentro di sé e fuori di sé, della narrazione: ha forma di racconto il tentativo inderogabile di ricomporre ciò che altrimenti non può essere detto, perché troppo grande; ha forma di racconto il bisogno di elaborare l’esperienza, quando ciò che accade non dovrebbe accadere e non c’è altro da fare che raccontare. A volte, per continuare a vivere, bisogna raccontare.
La ferita che si è aperta a Bergamo è subdola e profonda: ha sconvolto le nostre case senza abbatterle, ha divelto il terreno da sotto i nostri piedi costringendoci alla sospensione, ci ha tolto il fiato di bocca costringendoci all’apnea, ha dettato la trama di una grande storia collettiva che si regge sull’ordito di migliaia di piccole grandi storie personali e familiari.
IL FIOCCO VIOLA è un progetto di scrittura plurale, una “chiamata alle parti”, a quelle parti di noi che devono essere raccontate per esistere, che abbiamo bisogno che siano viste e scritte per farci esistere.
IL FIOCCO VIOLA è una intersezione di immagini e scritture autobiografiche, in prima persona, in presa diretta: quale che sia la prospettiva dalla quale è stata vissuta, non c’è storia che non meriti di essere raccontata.
IL FIOCCO VIOLA è un progetto di memoria in azione, una riserva escatologica, un laboratorio sulla vita delle parole e delle immagini, sulle parole e sulle immagini della vita.
La pandemia ci ha interrogati su alcuni temi fondamentali per la nostra esistenza e il nostro quotidiano: la responsabilità, l’equità, la dignità, l’onore dei morti. Spinti da queste sollecitazioni, lanciamo all’intera società civile (persone, enti, scuole, carcere, associazioni) del territorio della bergamasca l’invito a prendere parte a un progetto di scrittura collettiva e alla costituzione di un archivio fotografico, perché sia occasione di riflessione comune e plurale sul senso del vivere e del morire, che sono esperienze imprescindibili di ogni esistenza, non solo materia di esperti e istituzioni sanitarie.

 

A. INVITO ALLA SCRITTURA

Questa chiamata alla scrittura è un invito a condividere la propria testimonianza personale, aperto a tutte e tutti, a chiunque abbia vissuto sulla propria pelle l’esperienza della pandemia, quali che siano le ferite e le cicatrici: operatori e operatrici del settore sanitario, persone che si sono ammalate di Covid-19, persone che hanno assistito i propri cari ammalati, persone che hanno subito pesantemente le restrizioni, persone che – nonostante la pandemia – sono state al servizio della collettività, decisori istituzionali e politici. I testi proposti, la cui lunghezza non deve superare le 3.500 battute spazi compresi, devono essere scritti in prima persona e devono essere riferiti (nel rispetto del diritto alla riservatezza di tutte le persone coinvolte) a fatti realmente accaduti.

 

B. INVITO ALLA FOTOGRAFIA

«Vorrei che i fotografi fossero capaci. Che potessero catturare immagini meno violente e invadenti ma più rivelatrici. Ricordiamo le fotografie dell’Olocausto, quelle delle pile di scarpe da bambino. Parlano dell’orrore di quel genocidio meglio di ogni altra. Pertanto la mia richiesta conclusiva è una richiesta di sfumature invece che appariscenza, di profondità invece che shock» (Rita Charon)

Queste parole di Rita Charon esprimono compiutamente il senso che vogliamo dare a questo progetto di fondo fotografico collettivo, le cui proposte (dimensione massima 1920 pixel/minima 1280 pixel, sul lato lungo) dovranno riguardare direttamente l’esperienza pandemica nella sua globalità e complessità, essere state scattate in prima persona e/o essere nella piena disponibilità di chi le invia e potranno essere accompagnate da una breve didascalia.
A questo link abbiamo caricato quattro fotografie di Giovanni Diffidenti che, simbolicamente, danno avvio al progetto. 

 

TERMINI DI PARTECIPAZIONE

Il termine entro il quale tutte le proposte devono giungere in redazione, all’indirizzo call@durangoedizioni.it, è fissato al 15 giugno 2021.
Insieme alla proposta dovrà essere inviato il modulo di partecipazione (scaricabile a questo link) debitamente compilato in tutte le sue parti e la copia di un documento di identità.
Entro il 15 luglio 2021 il comitato editoriale del progetto darà riscontro a tutte le proposte indicando la modalità di utilizzo dei contributi inviati.

 

PROGETTO EDITORIALE

Tutte le opere inviate confluiranno in tre prodotti editoriali:
1. Gli scritti autobiografici selezionati dal comitato editoriale del progetto comporranno una pubblicazione cartacea collettiva edita da Durango Edizioni in collaborazione con Comunità della Salute di Bergamo.
2. Gli scritti autobiografici selezionati e le fotografie selezionate dal comitato editoriale di progetto comporranno una pubblicazione digitale collettiva edita da Durango Edizioni in collaborazione con Comunità della Salute di Bergamo.
3. Tutti i contributi pervenuti, autobiografici e fotografici, comporranno un fondo della memoria, digitale e permanente, consultabile online.

IL FIOCCO VIOLA è un progetto di narrazione collettiva di Durango Edizioni in collaborazione con Comunità della Salute di Bergamo.

Promotori e responsabili del progetto:

Felice Di Lernia (Durango Edizioni) e Mirco Nacoti (Sguazzi Onlus).

 

Per info su questo invito:

Durango Edizioni – call@durangoedizioni.it

 

Comunità della Salute è un progetto sovracomunale nato a maggio 2020. Il progetto coinvolge i Comuni di Ciserano, Levate, Osio Sopra e Verdellino nella provincia di Bergamo e si pone l’obiettivo di costituire una struttura sovracomunale per realizzare azioni e strategie sostenibili per “prendersi cura meglio e più da vicino” della salute dei cittadini. L’iniziativa è finanziata anche dal Ministero del lavoro e delle politiche sociali attraverso Regione Lombardia – DG Famiglia, Solidarietà Sociale, Disabilità E Pari Opportunità, gode del patrocinio dell’Ordine dei Medici Chirurghi e degli Odontoiatri della Provincia di Bergamo ed è sostenuta da una rete di 20 partner, firmatari di un protocollo d’intesa: Sguazzi Onlus (capofila del progetto), Comuni di Ciserano, Levate, Osio Sopra e Verdellino, AFP Patronato San Vincenzo, Cooperativa Sociale Il Pugno Aperto, Croce Bianca Milano – Sezione di Ciserano, Emergency ONG ONLUS, Centro di Servizio per il Volontariato di Bergamo, Fondazione Soleterre, ARCI – Bergamo, Maite, Solidarietà Orizzonti Sereni Onlus, La Fonte, In Strada, Gruppo Culturale Osio 2000, Istituti Comprensivi di Ciserano, Osio Sopra e Verdellino.

Per informazioni: Facebook e Instagram @comunitàdellasalute

Ufficio stampa: Simona Rota – simona.rota01@gmail.com – +393478449681

 

 

 

Con il patrocinio dell’Ordine dei Medici Chirurghi e degli Odontoiatri della Provincia di Bergamo

 

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