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Gli studiosi francesi ampliano la loro analisi alle estreme destre di governo, da Trump a Salvini. Anticipiamo un brano dall’edizione aggiornata di «La nuova ragione del mondo», da oggi in libreria per DeriveApprodi.

Donald Trump segna incontestabilmente una data nella storia del neoliberismo globale. Una mutazione che non riguarda solo gli Stati Uniti, ma coinvolge tutti i governi – sempre più numerosi – che esprimono tendenze nazionaliste, autoritarie, xenofobe, fino al punto di assumere il riferimento esplicito al fascismo, come nel caso di Matteo Salvini. In effetti, la Lega – partito etno-regionalista che ha preso parte a diverse coalizioni di governo della destra negli anni Novanta e Duemila, prima di tornare al potere alleandosi con il Movimento 5 Stelle – è un esempio tipico di quello che chiamiamo «nuovo neoliberismo» o «neoliberismo ibrido». A partire da un identitarismo anti-immigrazione e un securitarismo altrettanto violento, la formazione di Salvini ha assunto una postura contemporaneamente nazionalista e neoliberista.

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