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Popper, Sir Karl Raimund / Philosoph, GB

Tollerare, dal latino tolerare, significa innanzitutto “sostenere, reggere, sopportare un peso”. Ma tutto ciò che sostiene un peso ha un carico di rottura detto altrimenti “limite di tolleranza”; un limite superato il quale il sostegno collassa o lo stato di un sistema si modifica.
Dunque è possibile iscrivere un concetto come la tolleranza, dal significato così flessibile e dalla misura così variabile – anche nella sua accezione etica – nei rigidi schemi della logica del principio di non contraddizione? È possibile liberare dall’impasse di un’antinomia il principio secondo cui, come sostiene Popper, “dovremmo proclamare, in nome della tolleranza, il diritto di non tollerare gli intolleranti” pena il collasso di una società liberale?
Come fissare i limiti oltre i quali, nella dialettica sociale, l’intolleranza diventa una minaccia per una società tollerante? È probabile che il buon senso da solo non basti a tracciare questi limiti, sicché non rimane che eludere a monte l’aporia dichiarando il paradosso un falso problema.

Su The Vision Antonella Serrecchia ci ricorda l’insegnamento di Popper a proposito del paradosso della tolleranza.

Qui il link all’articolo: https://thevision.com/cultura/karl-popper-tolleranza/

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