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Per l’attuale governo brasiliano, reazionario e di estrema destra, il sistema dell’istruzione va snellito, allineato con i tempi. L’obiettivo dichiarato dal Governo è il benessere economico della nazione. Per raggiungerlo occorrerebbe incentivare percorsi di studio orientati allo svolgimento di professioni considerate socialmente utili per il Paese ed economicamente remunerative per le famiglie. Il conseguente annuncio del taglio dei fondi per le facoltà di filosofia e sociologia non ha lasciato indifferente il mondo della cultura. Ne è nata una petizione internazionale che ha finora raccolto più di mille firme di studiosi e accademici di diversi istituti e università del mondo.

“Le firmatarie e i firmatari internazionali di questo comunicato intendono mettere in guardia contro le gravi conseguenze che tali misure avrebbero (…). Nelle nostre società democratiche, non è compito dei politici decidere cosa costituisce una buona o una cattiva scienza. La valutazione del sapere e della sua utilità non dovrebbe essere condotta in nome della loro conformità alle ideologie al potere.”

Dall’articolo del Manifesto del 6 maggio

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